22.12.2020 - OGI

                                          tel. 0823 287714 e-mail osservatoriogiuridicoitaliano@gmail.com  -  segreteria@ogismcv.it
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IMPRONTE DIGITALI FALSE
È un’impronta digitale artificiale fatta di silicone, gomma, gel o pellicola e su carta che viene utilizzata per ingannare i comuni lettori biometrici. Attualmente il furto di identità è in continuo aumento e gli scopi sono di natura illegale, ed oltre alle generalità possono essere clonate anche le nostre impronte digitali.
In passato la sicurezza negli accessi raccontata nei film era da fantascienza, spalancare gli occhi e guardare nella telecamera per accedere in un’area riservata, apporre un dito o il palmo della mano contro un lettore ottico per accedere ad aree protette. Oggi, naturalmente, il riconoscimento dell’iride, i lettori di impronte digitali e altri sistemi biometrici stanno diventando sempre più comuni. Basti pensare alla maggior parte dei moderni smartphone, hanno un lettore di impronte digitali che consente di sbloccare il telefono senza dover ricordare una password o un numero.
La maggior parte dei sensori biometrici in commercio sono vulnerabili, perché i tradizionali scanner di impronte digitali rilevano un’immagine bidimensionale, ovvero la superficie dell’impronta, non riconoscendo l’immagine falsa, con il risultato di rendere inutile i controlli, annullando il livello di sicurezza, basti pensare agli ingressi fraudolenti negli accessi civili, agli accertamenti di Polizia presso gli scali di frontiera aerea e marittima.
La tecnologia attuale ha sviluppato software per la registrazione delle immagini delle dita in 3D che accerti la natura reale dell’impronta, il sensore incorpora il rilevamento delle dita sia LIVE che FAKE utilizzando una combinazione delle tecnologie che non solo legge le impronte digitali ma può rilevarne la “vivacità” sulla base di un’analisi algoritmica delle caratteristiche micro e macro, delle ghiandole eccrine e del flusso sanguigno dei capillari sotto la superficie della pelle, in modo da riconoscere le impronte autentiche da quelle false. Il lettore è in grado di “vedere” negli strati più profondi della pelle creando un’immagine tridimensionale della struttura, con la possibilità di individuare particolarità come i dotti del sudore che non possono essere riprodotti, inoltre rileva anche la sensibilità sia alle dita sudate che a quelle asciutte. Questa tecnologia è chiamata tomografia a coerenza ottica (OCT).
Articolo a cura di: Dott. Luigi Bisogno
Fotografia a cura di: Dott.ssa Eleana Zaza
@ Sito web realizzato da: Dott. Angelo Tartaglione - Immagini realizzate da: Dr.ssa Eleana Zaza
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