❓Cos’è il bullismo?
Il bullismo è un insieme di comportamenti offensivi, aggressivi e intenzionali, messi in atto ripetutamente da uno o più bulli contro una vittima, spesso in un rapporto asimmetrico di potere. Si manifesta con prevaricazioni fisiche, verbali o relazionali, mirando a isolare e umiliare.
Solitamente, i ruoli del bullismo sono ben definiti: da una parte c’è il bullo, colui che attua dei comportamenti violenti fisicamente e/o psicologicamente e dall'altra parte la vittima, colui che invece subisce tali atteggiamenti.
La sofferenza psicologica e l’esclusione sociale sono sperimentate dai ragazzi che, senza sceglierlo, si ritrovano a vestire il ruolo della vittima subendo ripetute umiliazioni da coloro che invece ricoprono il ruolo di bullo.
Le vittime possono sviluppare ansia, depressione, bassa autostima, fobia scolare e isolamento sociale. I segnali includono apatia, reticenza e calo del rendimento scolastico.
Il fenomeno è più frequente tra gli 11 e i 13 anni, infatti, secondo gli ultimi dati del 2025, circa il 19,8% di ragazzi fra gli 11 e i 17 anni in Italia ha subito bullismo una o più volte al mese.
È fondamentale per questo motivo promuovere l'empatia e intervenire tempestivamente a scuola.
❓Quali sono le caratteristiche del bullismo?
I principali aspetti che permettono di definire un episodio di violenza come bullismo sono:
· intenzionalità: gli atti aggressivi sono finalizzati ad arrecare un danno alla vittima;
· persistenza: gli atti dei bulli perdurano per settimane, mesi o anni, non è quindi un singolo atto di violenza comparso durante un episodio di rabbia o di conflitto tra bullo e vittima;
· asimmetria nella relazione: vi è uno squilibrio di potere tra chi compie l’azione e chi la subisce, la vittima non è in grado di difendersi e teme vendette o ritorsioni nel caso denunciasse gli episodi di bullismo.
Il fenomeno del bullismo va oltre la dinamica della diade bullo-vittima, si possono infatti individuare altri attori coinvolti: come gli aiutanti del bullo e gli spettatori che assistono alle vicende di violenza e con il loro comportamento possono incentivarne o frenarne la messa in atto.
Per questo motivo il bullismo viene appunto definito come un fenomeno di gruppo.
❓Che rapporto c’è tra il bullismo e la scuola?
Per gli psicologi si tratta di una vera e propria emergenza, che può essere contrastata a partire dall'intervento a scuola. La figura dello psicologo all'interno dei contesti scolastici appare fondamentale per individuare, in maniera tempestiva, i disagi prima che possano favorire lo sviluppo di sindromi psicologiche.
L’introduzione della figura dello psicologo nel contesto scolastico, potrebbe contribuire alla promozione delle risorse e delle potenzialità dei ragazzi in una fase delicata come quella dello sviluppo.
I comportamenti violenti che caratterizzano il bullismo sono i seguenti:
· Offese, parolacce e insulti;
· Derisione per l’aspetto fisico o per il modo di parlare;
· Diffamazione;
· Esclusione per le proprie opinioni;
· Aggressioni fisiche.
❓Come riconoscere se un bambino o un adolescente è vittima di bullismo?
Il bullismo può avere conseguenze devastanti per le vittime, sia a livello psicologico che fisico, ma spesso è difficile riconoscere se un bambino o un adolescente è vittima di bullismo, soprattutto se non parla dell’accaduto. Ecco alcuni segnali che potrebbero indicare che un bambino o un adolescente è vittima di bullismo:
· Cambiamenti nell'umore o nella personalità: il bambino o l’adolescente diventa triste, ansioso, irritabile o introverso, o perde interesse per le attività che prima gli piacevano.
· Difficoltà a dormire o a concentrarsi: il bambino o l’adolescente ha incubi, ha problemi a prendere sonno o a rimanere sveglio, o ha difficoltà a seguire le lezioni o a fare i compiti.
· Cambiamenti nell'appetito o nel peso: il bambino o l’adolescente perde o guadagna peso in modo insolito, o ha cambiamenti nell'appetito (ad esempio, diventa molto goloso o non ha più fame).
· Cambiamenti nell'aspetto fisico: il bambino o l’adolescente ha lividi, ferite, tagli o altre lesioni fisiche senza una spiegazione plausibile.
· Rifiuto di andare a scuola o di partecipare a determinate attività: il bambino o l’adolescente fa resistenza a recarsi a scuola o a partecipare a determinate attività, ad esempio il doposcuola o gli sport, senza una motivazione valida.
· Perdita di oggetti o soldi: il bambino o l’adolescente perde oggetti di valore, come il cellulare, il portafoglio o i libri, o denaro, senza una spiegazione plausibile.
· Cambiamenti nei comportamenti sociali: il bambino o l’adolescente evita di frequentare determinate persone o luoghi, o ha difficoltà a instaurare o mantenere relazioni positive.
❓Che conseguenze porta il bullismo?
Le conseguenze del bullismo per le vittime possono essere devastanti e durature nel tempo. Ecco alcune delle principali conseguenze che le vittime di bullismo possono sperimentare:
· Danneggiamento dell’autostima: le vittime del bullismo possono sviluppare una bassa autostima, ovvero una scarsa fiducia in se stesse e nelle loro capacità. Questo può portare a una dipendenza emotiva dagli altri, a una scarsa assertività o a una maggiore vulnerabilità alle pressioni esterne.
· Problemi di salute mentale: le vittime del bullismo possono soffrire di disturbi come la depressione, l’ansia, il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) o il disturbo alimentare. Questi disturbi possono interferire con la capacità di godere della vita, di affrontare le sfide e di relazionarsi con gli altri in modo positivo.
· Problemi di salute fisica: le vittime del bullismo possono subire danni fisici diretti, come lividi, ferite, tagli o altre lesioni, o indiretti, come il mal di testa, il mal di stomaco, il mal di schiena o altri sintomi fisici.
· Isolamento sociale: le vittime del bullismo possono sentirsi escluse o emarginate dal gruppo o dalla comunità, e possono avere difficoltà a instaurare o mantenere relazioni positive. Questo può portare a un senso di solitudine e di esclusione che può avere effetti duraturi sulla salute mentale e sulla qualità della vita.
· Difficoltà scolastiche: le vittime del bullismo possono avere difficoltà a concentrarsi o a apprendere, a causa delle preoccupazioni o delle emozioni negative generate dall’esperienza del bullismo. Ciò può portare a un calo del rendimento scolastico o a una perdita di interesse per lo studio.
È importante notare che le conseguenze del bullismo possono variare da persona a persona, a seconda della tipologia di bullismo, della frequenza, della durata dell’esposizione e delle caratteristiche personali della vittima.
Tuttavia, è fondamentale intervenire tempestivamente per proteggere le vittime e prevenire i danni causati dal bullismo.
❓Supporto psicologico per superare l’esperienza del bullismo
L’esperienza del bullismo può essere traumatica per le vittime e può lasciare tracce durature nel tempo. Per superare l’esperienza del bullismo e riprendersi dai danni psicologici e fisici subiti, è importante ricevere il supporto adeguato.
Ecco alcune opzioni di supporto psicologico che possono essere utili per le vittime del bullismo:
· Terapia individuale: può aiutare le vittime del bullismo a elaborare le emozioni negative generate dall'esperienza, a sviluppare strategie per gestire lo stress e il conflitto, e a rafforzare l’autostima e la resilienza. La terapia individuale può essere svolta da uno psicologo o da un altro professionista della salute mentale, e può essere effettuata in persona o online.
· Terapia di gruppo: può offrire un ambiente sicuro e confortevole per condividere le esperienze e i sentimenti con persone che hanno vissuto situazioni simili. La terapia di gruppo può aiutare a sentirsi meno soli e a sviluppare un senso di appartenenza e di solidarietà.
· Supporto familiare: la famiglia può essere una risorsa preziosa per le vittime del bullismo, offrendo sostegno emotivo, pratico e logistico. È importante che i genitori o gli altri adulti di riferimento siano presenti e attenti alle esigenze della vittima, e che sappiano ascoltare e incoraggiare senza giudicare o minimizzare i problemi.
· Supporto scolastico: la scuola può offrire diverse forme di supporto per le vittime del bullismo, come il sostegno psicologico, il tutoraggio, l’inclusione in attività extracurricolari o l’adattamento delle modalità di apprendimento. È importante che la scuola abbia una politica chiara contro il bullismo e che promuova un ambiente di apprendimento sano e sicuro.
È importante scegliere il tipo di supporto psicologico più adeguato alle esigenze individuali della vittima del bullismo, e valutare se sia necessario rivolgersi a un professionista della salute mentale per un aiuto più specializzato.
Non esiste una soluzione unica per superare l’esperienza del bullismo, ma il supporto psicologico può aiutare a elaborare le emozioni e a ricostruire la fiducia in sé stessi e negli altri.
❓Stalking e bullismo che differenza c’è?
Lo stalking e il bullismo sono entrambe forme di molestie reiterate, ma si distinguono principalmente per contesto, età dei protagonisti e finalità.
Lo stalking è una persecuzione individuale, ossessiva e spesso legata a dinamiche relazionali adulte.
Il bullismo è una prepotenza, spesso di gruppo, che avviene in contesti scolastici o giovanili per affermare potere sulla vittima.
Ecco le differenze principali:
· Soggetti e contesto: Lo stalking coinvolge spesso adulti, con lo stalker che conosce bene la vittima e agisce singolarmente. Il bullismo è tipico dell'età scolare, coinvolge spesso il "branco" e mira a isolare la vittima, spesso un coetaneo.
· Finalità: Lo stalker persegue l'ossessione, la manipolazione o il controllo della vittima, talvolta nato da un rifiuto. Il bullo agisce per esercitare potere, prevaricazione e umiliazione, spesso per nascondere insicurezze.
· Azione: Lo stalking è un appostamento continuo, una persecuzione invasiva. Il bullismo può essere fisico, verbale o psicologico, mirato a isolare o intimidire la vittima.
· Conseguenze: Entrambi causano ansia e paura, ma lo stalking è un reato perseguibile penalmente, mentre il bullismo spesso integra condotte illecite (civili o penali) legate alla minore età degli autori.
Entrambi, specialmente nella forma online (cyberstalking e cyberbullismo), rappresentano gravi violazioni della libertà e della dignità della persona.
Ma ciò che accomuna bullismo e stalking è lo stesso istinto (ed intenzione) di perseguitare, minacciare, compiere atti violenti e creare terrore psicologico.
Offendere, deridere, picchiare un compagno di classe è stalking!
Questo ha stabilito la quinta sezione della Corte di Cassazione previsti dall’ex art. 612-bis del Codice Penale introdotto con decreto-legge n. 11 – 23 febbraio 2009.
“Una donna terrorizzata da uno stalker si trova nella stessa condizione di fragilità ed impotenza di un adolescente e che necessita, perciò, di una tutela adeguata.
Il motivo è presto detto: anche lo stalking è una forma di bullismo, quello compiuto dallo stalker (il bullo) contro la donna (la parte debole)”.
Oggi ciò è realtà giuridica. La recente sentenza della quinta sezione della Corte di Cassazione n. 26595/2018 ha stabilito che il bullismo è stalking scolastico.
❓Cos’è il Cyberbullismo?
Il cyberbullismo è una forma di molestia, intimidazione o diffamazione intenzionale e ripetuta, perpetrata attraverso strumenti digitali (social, chat, giochi online) principalmente ai danni di minorenni. Caratterizzato da anonimato, pervasività h24 e rapida diffusione, provoca gravi danni psicologici, inclusi isolamento, depressione e ansia.
Le caratteristiche principali del cyberbullismo sono:
· Impossibilità di disconnessione: Le molestie possono avvenire ovunque e in qualsiasi momento, non limitandosi agli orari scolastici.
· Anonimato e sbilanciamento: Il bullo si nasconde dietro profili falsi, riducendo l'empatia e aumentando la ferocia.
· Replicabilità: I contenuti umilianti (foto, video, messaggi) possono essere condivisi milioni di volte, diventando virali.
· Pubblico illimitato: La platea virtuale amplifica la vergogna della vittima.
Le Tipologie di Cyberbullismo sono:
· Flaming: Messaggi online violenti e volgari.
· Cyberstalking: Molestie e denigrazioni ripetute e persecutorie.
· Denigrazione: Diffusione di pettegolezzi o immagini umilianti.
· Impersonificazione: Furto d'identità per danneggiare la reputazione della vittima.
In Italia, nel 2023, il 34% dei giovani ha subito comportamenti vessatori online almeno una volta e questo fenomeno è in crescita tra ragazze e ragazzi di 11-13 anni.
Le conseguenze sulla vittima includono ansia, depressione, bassa autostima e, nei casi più gravi, comportamenti autolesionistici o pensieri suicidi.
La Legge n. 71/2017 definisce il cyberbullismo e introduce misure a tutela dei minori, consentendo alla vittima (o ai genitori) di chiedere la rimozione dei contenuti offensivi entro 48 ore direttamente ai gestori dei siti o social network.
❓Quali conseguenze porta il cyberbullismo?
Tre le conseguenze psicologiche legate al cyberbullismo vi sono ansia, depressione e, nei casi più estremi, il suicidio. Queste conseguenze negative, emotive e comportamentali potrebbero persistere in modo significativo nel tempo rispetto a quelle legate al vissuto di un atto di bullismo tradizionale. È pertanto necessario comprendere approfonditamente il ruolo della vittimizzazione connessa al cyberbullismo per la salute mentale con il fine di offrire un adeguato supporto psicosociale a chi ne viene colpito.
Diversi studiosi sottolineano come tra le conseguenze più comuni del cyberbullismo sulla salute mentale vi siano problematiche nella regolazione emotiva, comportamentali, riduzione dell’autostima e uso di sostanze; gli autori inoltre ricordano che il cyberbullismo è correlato a problematiche psicosociali anche se rimane ancora poco chiaro se sia il cyberbullismo da solo a determinarle.
Diverse vittime di cyberbullismo, infatti, potrebbero aver già manifestato in passato vulnerabilità preesistenti, come depressione, ansia sociale ed esclusione sociale, che fungerebbero da fattori di rischio per il cyberbullismo.
❓Cyberbullismo e sexting. Cos’è?
Una particolare forma di cyberbullismo è quella legata al sexting, ossia l’inviare foto in pose sexy, spesso in unione a messaggi o video dai contenuti sessualmente espliciti.
Il sexting si può trasformare in una potente arma quando chi riceve le foto le rende pubbliche sul web, allo scopo di danneggiare la reputazione dell’altra persona.
Questo è un fenomeno altamente preoccupante e indice di allarme sia per i genitori che per gli educatori; infatti, è necessaria un’educazione sana e profonda ai sentimenti, un’alfabetizzazione emotiva che deve partire dall’infanzia, per far sì che il bambino impari a conoscere i propri stati mentali, ma anche quelli altrui, unica maniera per riuscire a “mettersi nei panni dell’altro” e costruire così relazioni sane e reali.
Mentre il cyberbullismo spesso coinvolge minorenni in un contesto scolastico o tra pari con l'obiettivo di denigrare, il cyberstalking è spesso legato a relazioni interpersonali (ex partner, conoscenti) e mira al controllo o alla manipolazione della vittima.
❓Cos’è il Cyberstalking?
Il cyberstalking è una forma di molestia e persecuzione che avviene online, attraverso l'uso di tecnologie digitali come social network, e-mail, chat e messaggi, con l'obiettivo di spiare, intimidire, minacciare o perseguitare una vittima.
A differenza dello stalking tradizionale, il cyberstalking sfrutta l'anonimato e la pervasività di internet per creare un senso di insicurezza costante nella vittima.
Il cyberstalking implica atti ripetuti e indesiderati e le azioni tipiche includono:
· Monitoraggio e spionaggio: tracciare la posizione, controllare le attività sui social e monitorare gli spostamenti della vittima.
· Molestie continue: invio massiccio di messaggi offensivi, e-mail o chiamate.
· Creazione di falsi profili: impersonare la vittima (impersonation) o creare account fake per molestarla o danneggiare la sua reputazione.
· Diffusione di informazioni private (Outing/Doxing): condividere foto intime (revenge porn) o dati personali senza consenso.
· Minacce: intimidazioni di violenza fisica o sessuale.
In Italia, il cyberstalking è inquadrato all'interno del reato di atti persecutori (art. 612-bis del Codice Penale).
Si configura quando le condotte ripetute di molestia o minaccia generano un grave stato di ansia, paura o costringono la vittima a cambiare le proprie abitudini di vita, infatti, è prevista la reclusione da 1 a 6 anni e 6 mesi.
Il cyberstalking di norma è punibile a querela della persona offesa, ma diventa procedibile d'ufficio se commesso contro minori, persone con disabilità o se collegato ad altri reati.
Oltre alla querela, la vittima può chiedere l'ammonimento al Questore, una misura preventiva.
❓Se sono vittima di cyberbullismo, come posso denunciare?
Il cyberbullismo è regolato dalla Legge 71/2017, che tutela soprattutto i minorenni quando subiscono offese, minacce o diffusione di foto e video senza consenso. La norma non ha una finalità puramente punitiva, ma mira alla prevenzione e alla rieducazione del minore coinvolto.
La legge protegge la vittima anche da forme di manipolazione come la creazione di profili falsi (astroturfing) finalizzati all'offesa della reputazione.
La vittima ha il diritto all'oscuramento: Qualunque minore (sopra i 14 anni) o genitore può richiedere al gestore del sito o del social network di oscurare, rimuovere o bloccare i dati personali diffusi. Se il gestore non provvede entro 48 ore, la vittima può rivolgersi al Garante per la Protezione dei Dati Personali che interviene direttamente.
❓In cosa incorre il bullo?
Il bullo può incorrere in sanzioni sia penali che civili.
Fino a quando non viene sporta una querela o presentata una denuncia per i reati di ingiuria o diffamazione, si applica una procedura specifica:
Il Questore può convocare il minore (se maggiore di 14 anni) insieme a un genitore per un richiamo formale.
L'obiettivo è rendere il minore consapevole che la sua condotta online ha rilievo penale e viola il bene giuridico della reputazione altrui.
Estinzione: Gli effetti dell'ammonimento cessano una volta che il minore compie la maggiore età.
Molti comportamenti online possono diventare veri e propri reati, ad esempio:
Diffamazione (art. 595 c.p.)
Minaccia (art. 612 c.p.)
Stalking (art. 612-bis c.p.)
Revenge Porn (art. 612-ter c.p.)
Sostituzione di persona (art. 494 c.p.)

















