Cunanan - OGI

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CRIME  // SPREE KILLER  //  AUSTRALIA
ANDREW CUNANAN: DALLA CALIFORNIA A MIAMI BEACH, LA SCIA DI SANGUE DI UN KILLER SENZA VOLTO
National City, San Diego, California. È qui che il 31 agosto 1969 nasce Andrew Philip Cunanan, figlio di Modesto Cunanan, ufficiale della Marina statunitense di origini filippine, e di Mary Anne Schillaci, italoamericana. Fin dall'adolescenza, Andrew si distingue per un'intelligenza fuori dal comune, un carisma naturale e un'abilità quasi soprannaturale nel reinventarsi: a seconda dell'interlocutore, può essere un ricco ereditiero, una star di Hollywood, un uomo d'affari affermato. Si diploma nel 1987 e si iscrive all'Università della California di San Diego, dove studia storia americana.
Ma sotto la superficie lucente di quel sorriso perfetto, gli esperti individueranno in seguito i tratti classici del disturbo narcisistico di personalità. La mitomania conclamata, il bisogno ossessivo di ammirazione, l'incapacità di empatia: tutti segnali che nessuno, allora, seppe leggere. O volle leggere.

MINNEAPOLIS: IL PRIMO SANGUE
È il 27 aprile 1997 quando Jeffrey Trail, 28 anni, ex ufficiale di marina e direttore di un'azienda del gas a San Diego, viene ucciso nell'appartamento del suo amico David Madson a Minneapolis. Ventiquattro colpi di martello alla testa. Il corpo, avvolto in un tappeto, viene trovato dai vicini ore dopo. La brutalità del gesto lascia gli investigatori attoniti: non è la firma di un dilettante. È qualcosa di più freddo, più calcolato.
Quattro giorni dopo, il 1° maggio, è David Madson stesso a morire. Architetto trentatreenne, trovato sulle rive del Lago Rush nel Minnesota con due proiettili in testa, poi gettato nell'acqua come un dettaglio da cancellare. Cunanan ha già rubato la pistola di Trail — una Taurus PT100 calibro .40 — e con quella stessa arma ha appena scritto i primi due capitoli della sua storia di sangue.

CHICAGO: IL TEATRO DELLA CRUDELTÀ
Il 4 maggio 1997, Cunanan bussa alla porta di Lee Miglin, settantaduenne produttore immobiliare di Chicago, Illinois. Quello che avviene all'interno della sua abitazione è di una ferocia che supera ogni logica criminale. Miglin viene legato, la testa avvolta nel cellofane con soltanto due buchi all'altezza del naso per respirare. Viene colpito con le tenaglie, la gola recisa con una sega da giardino, il corpo poi investito più volte con la sua stessa Lexus nel garage di casa.
Gli inquirenti si interrogano sul legame tra killer e vittima: Miglin non sembra avere alcun rapporto noto con Cunanan. È il terzo omicidio, ma il primo che sembra privo di un movente personale diretto. O forse no.

NEW JERSEY: UN'ESECUZIONE PER UN'AUTO
Il 9 maggio, Pennsville Township, New Jersey. William Reese, 45 anni, custode di un cimitero, viene freddato con un colpo di pistola. Il movente? La sua auto. Cunanan ha bisogno di un veicolo per continuare la fuga e il povero Reese si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Un omicidio utilitaristico, privo di qualsiasi sfumatura emotiva. Cunanan sta accelerando. Si sente invulnerabile.

MIAMI BEACH: L'OMICIDIO CHE SCOSSE IL MONDO
14 luglio 1997. Ocean Drive, Miami Beach. Il sole è già alto quando Gianni Versace, 50 anni, il più celebre stilista italiano nel mondo, rientra a Villa Casa Casuarina dopo una passeggiata mattutina. Sta per aprire il cancello della sua dimora quando Andrew Cunanan gli si avvicina alle spalle. Due colpi di pistola alla testa. Versace crolla sui gradini di marmo di fronte alla sua casa. Muore quasi istantaneamente.
Il mondo si ferma. L'omicidio di un'icona della moda scatena una caccia all'uomo di proporzioni globali. Il nome di Andrew Cunanan finisce in cima alla lista dei ricercati dell'FBI. Le sue fotografie tappezzano ogni angolo del Paese. Ma è troppo tardi.
IL FINALE: UN COLPO SOLO, PER SE STESSO
Il 25 luglio 1997 — appena undici giorni dopo l'omicidio Versace — la polizia localizza Cunanan a bordo di un houseboat nel porto di Miami. Quando gli agenti entrano, trovano il suo corpo. Si è sparato alla testa con la stessa pistola Taurus rubata a Trail tre mesi prima. Il cerchio si chiude. Non ci sarà processo, non ci sarà condanna, non ci sarà spiegazione ufficiale.

SERIAL KILLER O SPREE KILLER? IL DIBATTITO DEGLI ESPERTI
La classificazione criminologica di Cunanan rimane ancora oggi un punto controverso nel dibattito accademico. Da un lato, uccide le vittime individualmente con pause tra un delitto e l'altro — che crescono da un minimo di due giorni a un massimo di otto — tratto tipico del serial killer. Dall'altro, agisce in modo impulsivo, commette omicidi per necessità pratica ma anche per puro sadismo, e si suicida prima di poter essere catturato: caratteristiche più proprie dello spree killer.
Il criminologoVincenzo Mastronardi lo annovera tra gli spree killer. La sua analisi è lapidaria: gli omicidi di Cunanan sembrano seguire un filo logico sotterraneo, che culmina nell'assassinio simbolico di Versace — l'uomo che incarnava la fama, il lusso, il riconoscimento sociale — come atto finale per raggiungere, finalmente, la notorietà che aveva inseguito per tutta la vita. Una notorietà che poteva ottenere soltanto in morte.

LE CINQUE VITTIME
Jeffrey Trail — 28 anni, Ex ufficiale di Marina, direttore aziendale. Minneapolis, 27 aprile 1997.
David Madson — 33 anni, Architetto. Lago Rush, Minnesota, 1° maggio 1997.
Lee Miglin — 72 anni, Produttore immobiliare. Chicago, Illinois, 4 maggio 1997.
William Reese — 45 anni, Custode di cimitero. Pennsville Twp., New Jersey, 9 maggio 1997.
Gianni Versace — 50 anni, Stilista di fama mondiale. Miami Beach, 14 luglio 1997.
La storia di Andrew Cunanan è quella di un uomo che ha trasformato la propria invisibilità in una leggenda nera. Un impostore di talento, un narcisista spietato, un fantasma capace di muoversi attraverso le vite altrui senza lasciare traccia — fino a quando non decise di lasciarne troppe. Il suo lascito è scritto nei necrologi di cinque uomini che non avrebbero mai dovuto incrociare la sua strada.
 
 
Vincenzo Mastronardi, Profili criminologici ·   https://vault.fbi.gov/andrew-phillip-cunanan  R. Resseler e J.E. Douglas, Crime Classification Manual.
 
 
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