JOHM WAYNE GACY:
IL CLOWN ASSASSINO
John Wayne Gacy, è stato un serial killer statunitense, soprannominato come il "killer clown", ha rapito, torturato, sodomizzato e ucciso 33 vittime, tutte adolescenti e di sesso maschile, 29 delle quali seppellite sotto la sua abitazione o ammassate in cantina.
Il nome con cui è diventato noto deriva dal fatto di aver intrattenuto i bambini durante alcune feste con costume e trucco da clown facendosi chiamare “Pogo il Clown”.
Pochi sospettavano che fosse segretamente bisessuale, perché era sposato; inoltre era un tipo socievole e pareva quindi insospettabile agli occhi dei concittadini.
John Wayne Gacy nacque a Chicago il 17 marzo 1942, secondo dei tre figli.
La sua vita fu sconvolta da traumatici e significativi eventi accaduti nel corso della sua infanzia: da piccolo, infatti, John era un bambino obeso che subiva continue molestie fisiche e psicologiche da parte del padre alcolizzato. Veniva inoltre regolarmente ridicolizzato dal padre e confrontato con le sorelle, ritenute molto superiori, dato che egli era considerato "stupido, grasso ed effeminato”.
All'età di nove anni Gacy fu molestato sessualmente da un amico di famiglia: John non raccontò mai ai genitori quanto era successo, per non incappare nell'ira del padre.
A 18 anni Gacy incominciò a interessarsi alla politica, lavorando come assistente del candidato del Partito Democratico del suo quartiere. Nel marzo 1964, dopo essersi laureato in economia e commercio e aver incominciato a lavorare come gestore di un negozio di scarpe a Springfield, Gacy cominciò a frequentare la giovane Marlynn Myers.
Dopo nove mesi di fidanzamento, la coppia si sposò a settembre, e sempre nel 1964 Gacy ebbe la sua prima esperienza omosessuale: secondo quanto dichiarato da lui stesso, egli diede sfogo ai suoi impulsi quando, invitato a casa di un collega di lavoro, ubriaco insieme con lui sul divano, ebbe un rapporto orale consensuale con il giovane.
Nel 1966 il suocero di Gacy gli offrì l'opportunità di dirigere tre ristoranti della catena del quale era proprietario. L'offerta era molto vantaggiosa e Gacy accettò senza indugi e, dopo aver frequentato un corso di formazione gestionale, si trasferì con la moglie a Waterloo.
Qui, lavorando incessantemente, si rivelò un ottimo dirigente e, collaborando a diversi progetti di beneficenza, diventò ben presto una figura di spicco della comunità cittadina.
Gacy e la moglie ebbero due bambini durante la permanenza a Waterloo: Michael e Christine. Contemporaneamente Gacy cominciò a manifestare il suo orientamento sessuale fino ad allora represso: in particolare, socializzava solo con i dipendenti di sesso maschile facendo loro frequenti avance di carattere sessuale, ma giustificandole come scherzi se gli interessati le rifiutavano con sdegno.
Gacy divenne anche un avido consumatore di materiale pornografico omosessuale.
Nell'agosto 1967 Gacy commise la sua prima aggressione a scopo sessuale ai danni di un adolescente, il quindicenne Donald Voorhees Jr. figlio di un suo conoscente.
Gacy attirò il ragazzo in casa sua con la promessa di fargli vedere dei film pornografici, poi lo fece ubriacare e lo convinse a praticare del sesso orale. Svariati altri ragazzini furono molestati sessualmente da Gacy nei mesi seguenti, tra cui un giovane che Gacy incoraggiò a far sesso con sua moglie, prima di costringerlo a un rapporto orale con lui stesso.
Nel marzo 1968 Donald Voorhees raccontò l'accaduto a suo padre, che informò immediatamente la polizia: Gacy negò fermamente ogni accusa.
Il 10 maggio 1968 venne comunque incarcerato con l'accusa di sodomia e il 3 settembre venne sottoposto a una visita psichiatrica e due medici che lo esaminarono nel corso di un periodo di osservazione durato 17 giorni, arrivarono alla conclusione che l'imputato possedeva una "personalità asociale" ma che, essendo sano di mente, avrebbe potuto affrontare il processo.
Durante il processo, si dichiarò colpevole dell'accusa di sodomia nei confronti di Donald Voorhees, ma negò qualsiasi altra accusa dichiarando di non essere omosessuale bensì bisessuale. Gacy venne giudicato colpevole del reato di sodomia ai danni di un minorenne il 3 dicembre 1968 e condannato a 10 anni di carcere.
Il giorno stesso della condanna, la moglie di Gacy chiese il divorzio, e John perse anche il posto come direttore dei ristoranti del suocero.
In prigione Gacy si rivelò un detenuto modello. Dopo 18 mesi di carcere, venne liberato con dodici mesi di libertà condizionata. Dopo il rilascio, Gacy si trasferì a Chicago per tornare a vivere con la madre (nel frattempo il padre era deceduto) e ottenne un lavoro come aiuto cuoco in un ristorante.
Il 12 febbraio 1971 Gacy venne nuovamente accusato di aver molestato sessualmente un ragazzino: questi dichiarava di essere stato attirato da Gacy nella sua auto e che l'uomo aveva tentato di violentarlo, ma l'accusa venne in seguito ritirata poiché il testimone non si presentò in aula e per questo motivo Gacy fu rimesso completamente in libertà.
Con l'aiuto finanziario di sua madre, Gacy comprò una casa e incominciò a frequentare una donna di nome Carole Hoff, divorziata con due figlie piccole e successivamente i due si sposarono.
Il 22 giugno 1972 Gacy venne nuovamente fermato dalla polizia con l'accusa di aver molestato un altro giovane fingendosi un agente di polizia, mostrando un distintivo falso, facendo entrare il giovane nella sua automobile. Tutte le accuse furono però ritirate quando Gacy pagò il silenzio della famiglia del ragazzo.
In quello stesso anno, Gacy lasciò il lavoro come cuoco e aprì un'impresa edile.
Inizialmente l'azienda si occupava di piccoli lavori di manovalanza e riparazione, ma, con il progredire degli affari, la società si ampliò fino a includere progetti e opere di costruzione vere e proprie.
Nel 1975 John aveva ormai apertamente confessato alla moglie la sua bisessualità e la coppia divorziò in maniera consensuale nel marzo 1976.
Contemporaneamente Gacy divenne molto attivo come volontario, offrendosi di intrattenere i bambini durante le feste vestito da clown o facendo pulire gratuitamente gli uffici comunali dalla sua impresa.
Gacy divenne membro di un "Jolly Joker Clown Club" i cui membri volontari, tutti mascherati da pagliacci, si esibivano regolarmente senza scopo di lucro in varie manifestazioni di beneficenza e negli ospedali dove davano spettacoli per i bambini malati.
A fine 1975 Gacy creò il suo personaggio di "Pogo the Clown": si disegnava da solo i costumi e ideò il suo trucco personale. Gacy si esibì come Pogo nel corso di diverse feste e manifestazioni.
Il 2 gennaio 1972 Gacy prelevò il quindicenne Timothy Jack McCoy dalla fermata dell'autobus a Chicago. L'uomo portò McCoy a fare un giro turistico, per poi portarlo a casa sua con la promessa che lì avrebbe potuto passare la notte e che sarebbe stato riaccompagnato in tempo per prendere il primo autobus il giorno dopo.
Successivamente Gacy disse di essersi svegliato la mattina seguente e di avere trovato McCoy in piedi sulla soglia della sua camera da letto con un coltello in mano. Egli si alzò in maniera brusca dal letto e McCoy si spaventò subito, muovendo scompostamente in aria il coltello e ferendo inavvertitamente Gacy all'avambraccio (Gacy mostrò la cicatrice per sostenere la sua tesi). John disarmò il ragazzo lottando con lui sul pavimento, e finì con l'accoltellarlo ripetutamente al petto, sedendosi a cavalcioni su di lui.
Gacy testimoniò che, in seguito, aveva trovato in cucina una confezione di uova aperta e una fetta di bacon sul tavolo, e aveva capito che il ragazzo voleva preparare la colazione per entrambi; purtroppo aveva fatto l'errore di portare il coltello che stava usando quando si era recato a chiamare Gacy nella sua stanza.
Gacy seppellì McCoy in cantina e poi coprì le tracce con del calcestruzzo.
Nel corso di un'intervista dopo l'arresto, però, Gacy asserì che, immediatamente dopo aver ucciso McCoy, si era sentito "totalmente prosciugato", rendendosi conto di aver avuto un orgasmo completo nell'atto di uccidere il giovane.
In un’intervista, infatti, egli aggiunse: «Fu allora che mi resi conto che la morte era l'emozione più grande».
Il secondo omicidio di Gacy avvenne nel gennaio 1974, la vittima fu un adolescente non identificato di età tra i 15 e i 17 anni, che Gacy strangolò.
Nel 1975 gli affari di Gacy andavano a gonfie vele e la maggior parte dei suoi operai era costituita da giovani studenti delle superiori alquanto squattrinati.
Uno di questi, infatti, era il quindicenne Tony Antonucci.
A luglio, Gacy si recò a casa del giovane, in malattia per un infortunio al piede, mentre questi era solo. Gacy fece così ubriacare il giovane, lottò per scherzo con lui sul pavimento e gli legò le mani dietro la schiena con un paio di manette, ma la manetta sul polso destro di Antonucci era però allentata e il ragazzo riuscì a liberarsi appena Gacy lasciò la stanza.
Quando John ritornò, il giovane lo colpì violentemente e lo mise al tappeto, riuscendo ad ammanettarlo a sua volta. Gacy urlò insulti e imprecazioni, poi si calmò e promise di andarsene e lasciare in pace Antonucci se lui lo avesse liberato. Il giovane acconsentì e Gacy lasciò la casa.
Una settimana dopo il fallito assalto ad Antonucci, un altro degli operai di Gacy, il diciassettenne John Butkovitch, scomparve. Butkovitch aveva chiesto a Gacy il pagamento di due settimane di paga arretrata, Gacy lo invitò a casa sua mentre la moglie e i figli erano in visita da sua sorella, per risolvere la questione degli arretrati dello stipendio, ma lo uccise, lo violentò e poi seppellì il cadavere in garage.
Tra l'aprile e l'agosto 1976 il killer uccise almeno otto giovani, due dei quali ancora non identificati. Sette di questi ragazzi furono seppelliti nella cantina di Gacy, quattro dei quali in una fossa comune sotto il locale lavanderia.
Si pensa che altri due giovani non identificati siano stati uccisi tra agosto e ottobre 1976.
Tra settembre e dicembre 1977 Gacy assassinò altri sei giovani uomini di età compresa tra i 16 e i 21 anni.
Il 30 dicembre 1977 Gacy adescò uno studente diciannovenne di nome Robert Donnelly, incontrato presso una fermata d'autobus a Chicago. Portò Donnelly a casa con lui, lo violentò e lo torturò ripetutamente infliggendogli svariate sevizie; dopo diverse ore di supplizio, Gacy portò Donnelly sul posto di lavoro, gli slegò le mani, e incredibilmente lo lasciò libero di andarsene. Donnelly raccontò degli abusi subiti, e Gacy venne interrogato dalla polizia circa l'accaduto il 6 gennaio 1978: egli ammise di aver fatto sesso sadomaso con Donnelly, ma insistette sul fatto che il giovane era consenziente. La polizia gli credette e non fu sporta denuncia di reato.
Il mese seguente, Gacy uccise William Kindred, 19 anni, che scomparve il 16 febbraio 1978 dopo aver detto alla propria fidanzata che andava a passare la serata in un bar. Kindred fu l'ultima vittima di Gacy a essere sepolta nella sua proprietà; le successive furono da lui gettate nel fiume Des Plaines.
Nel marzo 1978 Gacy diede un passaggio sulla sua auto al ventiseienne Jeffrey Rignall, dove fu sodomizzato e torturato con vari strumenti, ma anche Rignall fu poi lasciato andare da Gacy e nuovamente la polizia venne informata dell'accaduto, ma decise di non investigare su Gacy.
L'11 dicembre 1978 il quindicenne Robert Piest scomparve dal luogo di lavoro, ma prima di sparire, però, Piest aveva raccontato a parenti e amici di aver conosciuto il titolare della PDM, l'impresa che aveva da poco ristrutturato il negozio, e che l'uomo gli aveva offerto un posto di lavoro nella sua ditta; infine aveva precisato che avrebbe dovuto incontrarlo a casa sua la sera della scomparsa. La polizia iniziò quindi a indagare su Gacy, sequestrando oggetti nella sua casa e mettendolo sotto sorveglianza. Il 19 dicembre 1978, durante un secondo sopralluogo nella casa di Gacy, un poliziotto sentì un odore simile a quello dei corpi in putrefazione provenire da una presa di aria calda del sistema di riscaldamento interno, che era spento durante i precedenti sopralluoghi della polizia.
Gacy fu così arrestato il 22 dicembre e in prigione tentò di invocare l'infermità mentale, incolpando dei delitti il suo alter ego malvagio, tale "Jack", ma senza riuscire a convincere gli psichiatri del carcere, che lo giudicarono in grado di intendere e volere. In seguito Gacy confessò alla polizia di aver gettato in totale altri cinque cadaveri di sue vittime sul fiume Des Plaines, prima di essere arrestato definitivamente.
Dopo un processo iniziatosi nel febbraio 1980, il 13 marzo dello stesso anno John Wayne Gacy venne riconosciuto colpevole di omicidio plurimo e condannato a morte.
Profilo psicologico e criminologico:
John Wayne Gacy, noto come il "Killer Clown", rappresenta uno dei casi più studiati nella storia della criminologia per la sua capacità di condurre una "doppia vita" apparentemente perfetta.
Gacy non era "folle" nel senso legale o clinico del termine (non soffriva di psicosi o allucinazioni), ma presentava una struttura di personalità altamente patologica.
* Disturbo Antisociale di Personalità: Mostrava una totale assenza di empatia, rimorso o senso di colpa. Le sue vittime erano considerate semplici oggetti per il suo soddisfacimento.
* Narcisismo Maligno: Gacy possedeva un senso grandioso di sé. Si sentiva onnipotente e intoccabile, convinto che la sua posizione sociale lo ponesse al di sopra della legge. Anche dopo l'arresto, tentò di manipolare gli investigatori apparendo come una vittima delle circostanze.
* Psicopatia Organizzata: A differenza dei killer "disorganizzati", Gacy era lucido e capace di integrarsi perfettamente nel tessuto sociale (era un imprenditore edile di successo e un membro attivo della comunità democratica locale).
* Sessualità Deviata e Sadismo: Il suo piacere non derivava solo dall'atto sessuale, ma dal dominio totale. L'uso delle manette (il "trucco delle manette") e della tortura serviva a stabilire un rapporto di potere assoluto sulla vittima.
A livello criminologico, Gacy rientra nella categoria dei Serial Killer Stanziali, poiché agiva prevalentemente all'interno di un perimetro sicuro: la sua casa.
Il suo modus operandi era estremamente sofisticato e finalizzato a minimizzare il rischio di cattura; infatti, egli sfruttava la sua posizione di datore di lavoro o la sua autorità apparente per attirare giovani ragazzi nella sua abitazione con promesse di guadagno facile o passaggi in auto.
L'attività di Gacy come "Pogo il Clown" è l'elemento che più ha colpito l'opinione pubblica, dando origine al termine “clown malvagio", infatti Il costume gli permetteva di proiettare un'immagine di benevolenza, fungendo da perfetto paravento per la sua oscurità interiore.
Inoltre, Gacy dichiarò spesso che "Pogo" era un'entità distinta da lui (dissociazione), egli cercava di separare la sua identità normale da quella dell'assassino, sostenendo che i crimini non fossero stati commessi da "John", ma da "Pogo il Clown".
La dissociazione è un processo mentale in cui una persona si "stacca" dai propri pensieri, ricordi o dalla propria identità.
Nel caso di Gacy, la dissociazione non è vista come una malattia mentale, ad esempio come nel disturbo di personalità multipla, ma veniva intesa come un meccanismo di difesa, infatti, lui usava "Pogo" come uno scudo: se era Pogo a uccidere, John poteva continuare a considerarsi un cittadino modello.
La vicenda e gli omicidi di Gacy contribuiscono ancora tutt’oggi ad alimentare la paura del "pagliaccio malefico" nell'immaginario popolare.
Cristina Sirabella