La Storia di Lucilla
salvata da un triste destino, ora libera e felice
Aveva solo tre giorni ed ancora il cordone ombelicale quando la piccola Lucilla, una vitellina dal viso espressivo e con una particolare macchia sulla fronte, è stata separata dalla madre, come accade a molti altri animali alla sua età.
Nata il 3 aprile 2025, Lucilla ha subito attirato l’attenzione per il suo sguardo dolce, seppur impaurito, e per una particolare macchia a forma di cuore sulla fronte, un segno che, agli occhi di chi l’ha incontrata, è apparso come un richiamo silenzioso alla vita e all’amore. È stato proprio quel dettaglio a scatenare un vero e proprio colpo di fulmine, garantendole l’adozione e la salvezza dal macello o da ogni altra qualsivoglia sorte che ne prevedesse l’”utilizzo”.
Oggi Lucilla vive libera e felice in una struttura preposta all’accoglienza. Ogni giorno è seguita da una equipe di volontari, che le garantiscono le cure necessarie alla sua crescita e al suo benessere.
La storia di Lucilla non è solo un simbolo di speranza, ma anche di consapevolezza per coloro che se ne occupano. Il contatto quotidiano con Lucilla, infatti, ha permesso ai volontari di comprenderne la sensibilità e il suo essere senziente, un tema spesso ancora sottovalutato dall’essere umano.
Lucilla è un simbolo non solo del legame fra animale e natura, ma soprattutto un promemoria sulla necessità di un approccio più etico verso tutte le forme di vita, Si tratta di un argomento molto attuale anche dal punto di vista legale: entra in vigore dal 1° luglio 2025 la Legge Brambilla (Legge 6 giugno 2025, n.82), la quale introduce pene più severe per il maltrattamento e l’abuso sugli animali. Si tratta di una riforma storica, fortemente voluta dalla parlamentare e attivista per i diritti degli animali Michela Vittoria Brambilla. Approvata in via definitiva lo scorso 29 maggio e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16 giugno 2025, la legge modifica in profondità il Codice penale, il Codice di Procedura Penale e il decreto legislativo 231/2001, con il chiaro fine di accendere i riflettori anche sulle drammatiche realtà che vedono gli animali come protagonisti. Un primo fondamentale cambiamento nasce proprio in merito al titolo dell’articolo IX-bis del Codice penale, precedentemente denominato “dei delitti contro il sentimento per gli animali”. Con tale riforma quest’ultimo diviene “dei delitti contro gli animali”, garantendo a questi ultimi una tutela giuridica e dei diritti, in quanto capaci di provare emozioni e, di conseguenza, sofferenza.