Sandy Hook - OGI

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CRIME  //  Spree killer  //  USA
SANDY HOOK: 14 DICEMBRE 2012
Quattordici minuti. Venti bambini. Una scuola elementare del Connecticut e un ventenne rimasto solo con i suoi demoni.
Erano le 9:35 di una mattina di dicembre quando Adam Peter Lanza varcò l’ingresso della Sandy Hook Elementary School di Newtown, Connecticut, armato e deciso. Quattordici minuti dopo, alle 9:49, tutto era finito. Venti bambini tra i sei e i sette anni e sei adulti non avrebbero più fatto ritorno a casa. Era la più grande strage in una scuola elementare della storia degli Stati Uniti. Adam Lanza aveva 20 anni.
 
CHI ERA ADAM LANZA
 
Adam Peter Lanza nasce il 22 aprile 1992 a Kingston, New Hampshire, da Peter e Nancy Lanza. È un bambino dall’intelligenza vivace: a scuola si guadagna un posto nell’albo d’onore nel 2007 e i suoi insegnanti alla Newtown High School lo descrivono come “intelligente, ma nervoso e irrequieto.” Una contraddizione che, col tempo, diventerà sempre più difficile da gestire.
 
Fin dalle scuole medie, Adam mostra segni di ansia acuta, così grave da richiedere in un’occasione il ricovero al pronto soccorso dell’ospedale di Danbury. Nel 2005 viene trasferito alla scuola Santa Rosa de Lima, ma vi rimane solo otto settimane. La madre decide infine di istruirlo a casa, anche se lui riesce a conseguire il GED e a frequentare alcune lezioni alla Western Connecticut State University.
 
Nel tempo, Adam accumula diagnosi: disturbo dell’integrazione sensoriale, sindrome di Asperger, disturbo ossessivo-compulsivo. Il padre Peter, in un’intervista del 2013, rivelerà che il figlio soffriva anche di schizofrenia, un disturbo che la famiglia aveva erroneamente attribuito ai sintomi della sindrome di Asperger. Dal 2006 in poi, nessun esperto di salute mentale lo segue più.
 
UNA MENTE CHE SI CHIUDE AL MONDO
 
Negli anni che precedono la strage, Adam Lanza si ritira progressivamente dalla realtà. Smette di avere contatti con il padre e il fratello. Inizia a comunicare con sua madre — che viveva nella stessa casa — esclusivamente via e-mail. Copre le finestre della sua stanza con sacchetti di plastica nera per bloccare la luce del sole. Nessuno può entrare nella sua camera.
 
Sul suo computer, gli investigatori troveranno due video di suicidi con arma da fuoco, materiale sui massacri scolastici e due fotografie di Adam che punta una pistola alla propria testa. Nella stanza, ritagli di giornale sulle sparatorie di massa: spicca tra tutti il nome di Columbine. Un articolo del New York Times del 1981 racconta di un uomo che sparò a degli scolari. Sul suo PC, un documento intitolato “Egoista”, inerente all’egoismo delle donne.
 
Il rapporto dell’avvocato minorile di Stato sarà esplicito: “non erano state date le giuste cure e attenzione ai problemi di salute mentale di Lanza.” Solo lo Yale University Child Study Center aveva rilevato la gravità reale della situazione, raccomandando un supporto farmacologico mirato che non fu mai somministrato.
 
IN BREVE: IL PROFILO
 
Nato il: 22 aprile 1992, Kingston, New Hampshire
 
Diagnosi accertate: Sindrome di Asperger, DOC, disturbo integrazione sensoriale, schizofrenia (rivelata dal padre nel 2013)
 
Trattamento: Celexa prescritto dal medico Robert King, interrotto dopo soli 3 giorni per effetti collaterali gravi
 
Seguito da specialisti: Nessuno, dal 2006 in poi
 
Morto il: 14 dicembre 2012, suicidio, Sandy Hook Elementary School
 
 
 
 
LA MATTINA DEL 14 DICEMBRE 2012
 
Quella mattina, prima dell’alba, Adam Lanza prende uno dei fucili dell’arsenale domestico di sua madre Nancy e le spara quattro volte alla testa mentre dorme. Nancy Lanza, 52 anni, muore nel suo letto. Adam le ruba le chiavi dell’auto e si dirige verso la scuola elementare di Sandy Hook, quella che lui stesso aveva frequentato da bambino.
 
Alle 9:35 entra nell’edificio. È vestito di nero: giubbotto verde oliva, occhiali da sole, tappi per le orecchie gialli. Porta con sé un Bushmaster XM15-E2S — un fucile semiautomatico — e una Glock 20SF. Ha anche un SIG Sauer P226 da 9mm che non userà mai. Addosso, caricatori di riserva.
 
Spara a tutte le sue vittime con il fucile e la pistola. Ricarica spesso, anche prima che il caricatore sia esaurito. Ogni vittima viene colpita più volte. Noah Pozner, 6 anni, viene colpito undici volte. Alle 9:40:03 l’ultimo sparo risuona nell’edificio. Adam Lanza si spara alla testa con la Glock. Muore accanto ai corpi delle sue ultime vittime.
 
Quando i poliziotti entrano, trovano il suo corpo, un cappello nero, un paio di occhiali dalla montatura sottile e la Glock — apparentemente inceppata. Il fucile è a qualche metro di distanza.
 
LE VITTIME: 26 VITE SPEZZATE
 
Ventisette vittime in totale — inclusa la madre Nancy, uccisa in casa quella mattina. Alla Sandy Hook Elementary School perdono la vita 20 bambini tra i 6 e i 7 anni e 6 adulti tra il personale scolastico. Sei insegnanti e collaboratori che hanno tentato di proteggere i propri alunni fino all’ultimo.
 
I bambini: Charlotte Bacon, Daniel Barden, Olivia Engel, Josephine Gay, Ana Marquez-Greene, Dylan Hockley, Madeleine Hsu, Catherine Hubbard, Chase Kowalski, Jesse Lewis, James Mattioli, Grace McDonnell, Emilie Parker, Jack Pinto, Noah Pozner, Caroline Previdi, Jessica Rekos, Avielle Richman, Benjamin Wheeler, Allison Wyatt. Età comprese tra i 6 e i 7 anni.
 
Gli adulti: Rachel D’Avino, Dawn Hochsprung (preside), Anne Marie Murphy, Lauren Rousseau, Mary Sherlach, Victoria Soto. Insegnanti e operatori che non si sono voltati dall’altra parte.
 
COSA CI HA LASCIATO SANDY HOOK
 
La strage di Sandy Hook è diventata un punto di non ritorno nel dibattito americano sul controllo delle armi e sulla salute mentale. I dati emersi dall’inchiesta disegnano il ritratto di un giovane che avrebbe avuto bisogno di cure che non ha mai ricevuto: un sistema di supporto psichiatrico frammentato, una madre che custodiva in casa un arsenale legale, una società che non aveva gli strumenti per intercettare il pericolo prima che esplodesse.
 
Il rapporto finale del Connecticut Office of the Child Advocate è impietoso: i segnali c’erano, le opportunità di intervento anche, ma nessuno le ha colte. La storia di Adam Lanza non è solo quella di un individuo pericoloso rimasto senza cure: è anche la storia di un sistema che ha fallito, a più livelli, più volte.
 
“Non erano state date le giuste cure e attenzione ai problemi di salute mentale di Lanza.” — Avvocato minorile di Stato del Connecticut, rapporto ufficiale post-strage.
 
NOTA
 
Questo articolo tratta fatti di cronaca nera di documentato interesse pubblico, basandosi su atti ufficiali, rapporti investigativi e dichiarazioni processuali. I nomi delle vittime adulte sono citati nel rispetto della loro memoria e del loro coraggio. I nomi dei bambini vittime sono quelli resi pubblici dalle famiglie stesse.
 
Fonti: FBI Reports https://vault.fbi.gov/sandy-hook-elementary-school· Connecticut State Police Final Report (2013) · Connecticut Office of the Child Advocate · Dichiarazioni di Peter Lanza (The New Yorker, 2014)
 
 A Cura di Eleana Zaza
@ Sito web realizzato da: Dott. Angelo Tartaglione - Immagini realizzate da: Dr.ssa Eleana Zaza
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